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Acido Lattico: Come si Forma e Come si Smaltisce


La fatica costituisce il denominatore comune di molte attività sportive e quindi in ambito motorio è indispensabile conoscere gli aspetti fisiologici che la determinano.

Da un punto di vista fisiologico la fatica è definita come: “Condizione di blocco delle capacità contrattili del muscolo”.
Quando si passa dalle condizioni di riposo a quella di esercizio di elevata intensità il consumo di energia delle cellule muscolari scheletriche può aumentare più di 100 volte.

 

Questa imponente domanda di energia supera le capacità aerobiche della cellula muscolare e di conseguenza la grande frazione di ATP (o adenosina trifosfato) richiesta dovrà derivare dal metabolismo anaerobico.
Esercizi di intensità elevata inducono anche una rapida riduzione delle capacità contrattili delle fibre muscolari, conosciuta come fatica del muscolo scheletrico.

 

La scissione anaerobica di glicogeno porta ad un accumulo intracellulare di acidi inorganici, di cui l’acido lattico è quello quantitativamente più importante. Essendo un acido forte, si dissocia in lattato più H+. Lo ione lattato, avrebbe uno scarso effetto sulla contrazione muscolare; ed è comunque l‟incremento dello ione H+ (riduzione del pH o acidosi), la classica causa di fatica nel muscolo scheletrico.
Oltre all’acidosi, il metabolismo anaerobico nel muscolo scheletrico coinvolge anche l’idrolisi della fosfocreatina (Crp) in creatina e fosfato inorganico (Pi). La creatina ha uno scarso effetto sulla funzione contrattile; secondo alcuni studi l’incremento del fosfato inorganico potrebbe determinare una riduzione della funzione contrattile della cellula muscolare.

 

L’acido lattico, o acido 2-idrossipropionico fu riconosciuto circa duecento anni fa come un componente acido degli alimenti. Si trova allo stato libero in molte piante ed è un prodotto di fermentazione di numerosi prodotti naturali quali il lattosio e l’amido. E’ presente anche nel sangue, nell’urina e nei muscoli che hanno svolto un certo lavoro; è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido. È un composto tossico per le cellule, ed il suo accumulo nel torrente ematico si correla alla comparsa della cosiddetta fatica muscolare.acido lattico olio ozonizzato

Un uomo adulto normalmente attivo produce circa 120 grammi di acido lattico al giorno; di questi 40 g sono prodotti dai tessuti aventi un metabolismo esclusivamente anaerobio (retina e globuli rossi) i rimanenti da altri tessuti (soprattutto muscolare) in base all’effettiva disponibilità di ossigeno.
La concentrazione ematica di lattato nel sangue è normalmente di 1-2 mmoli/L a riposo, ma durante uno sforzo fisico intenso può raggiungere e superare le 20mmol/L; l’acido lattico inizia ad accumularsi nei muscoli e nel sangue quando la velocità di sintesi supera la velocità di smaltimento.

 

Approssimativamente tale condizione si innesca quando durante un esercizio fisico intenso la frequenza cardiaca supera l’80% (per i non allenati) ed il 90% (per i più allenati) della frequenza cardiaca massima (soglia anaerobica); in questo caso  nel corso di un esercizio incrementale si raggiunge la concentrazione di 4mmoli/L ed iniziano a manifestarsi i segni della fatica.
L’acido lattico viene smaltito nell’arco di un paio di ore e la sua quantità si dimezza ogni 15-30 minuti a seconda dell’allenamento e della quantità di acido lattico prodotto.

 

Contrariamente a quanto spesso si afferma, l’acido lattico non è il responsabile del dolore muscolare avvertito il giorno successivo ad un allenamento molto intenso. Tale dolore infatti è causato da microlacerazioni muscolari che determinano processi infiammatori; inoltre vi è un aumento delle attività ematiche e linfatiche che incrementano la sensibilità nelle zone muscolari maggiormente sollecitate.
L’acido lattico rappresenta un forte stimolo per la secrezione di ormoni anabolici come il GH ed il testosterone. Per questo motivo esercizi con i pesi ad elevata intensità, intervallati da pause non troppo lunghe, massimizzano il guadagno di massa muscolare.

 

Per prevenire l’acido lattico è bene preparare i muscoli all’allenamento.

Sono necessarie alcune sedute di stretching che evitano i danni.

Oltre a questo è però importante bere molto e assumere vitamine e sali minerali.

 

Il nostro organismo per sconfiggere l’acido lattico ha bisogno di alimenti come verdura a foglia verde, meglio se cruda, frutta a digiuno e tante spremute di agrumi, preferibilmente di limone. Importante è consumare frutta come banane e albicocche che sono ricche di potassio, ma anche il magnesio è indispensabile per ridurre i crampi post-allenamento.
Mangiare 5 o 6 mandorle  prima di ogni allenamento aiuta a distendere meglio i muscoli.acido lattico olio ozonizzato affaticamento

 

Ma cosa fare quando l’acido lattico è in circolo?

Un bagno caldo con l’aggiunta di aghi di rosmarino e sale è la migliore soluzione per riportare i muscoli allo stato naturale. Al posto del rosmarino si può utilizzare l’aceto.

 

Anche il bicarbonato di sodio è un ottimo rimedio per ritrovare l’equilibrio alcalino dell’organismo. E’ bene assumerlo almeno 1 ora prima dell’allenamento mettendone un cucchiaino in una tazza d’acqua. Un’altra soluzione può essere il ghiaccio: fare impacchi di ghiaccio dove c’è l’acido lattico può aiutare ad accelerare lo smaltimento.

 

Dopo l’allenamento è consigliabile comunque fare stretching, senza però esagerare con l’intensità ed a seconda del dolore che si avverte nei muscoli.

 

Carnitina, BCAA, citrato di sodio, dimetilglicina, hanno tutti importanza nel tamponare o smaltire più velocemente e in maniera consistente l’acido lattico nel sangue.

 

Chi non desidera adottare nessuna di queste soluzioni può optare per una camminata veloce o una corsa leggera che può aiutare ad eliminare l’acido lattico nei muscoli.

Oppure può avere cura di alternare gli esercizi in modo da non sottoporre i muscoli a inutili sforzi. Esercizi mirati prima e dopo l’allenamento evitano l’accumulo di acido lattico e sciolgono anche quello che si è formato.

 

 

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Nel massaggio, l’ozono penetra attraverso la pelle migliorando il microcircolo, ossidando le tossine contenute nei tessuti muscolari, migliorando il livello di O2 nelle cellule e quindi apportando un notevole sollievo al dolore.
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L’olio ozonizzato  è liposolubile e ha una ottima capacità di essere assorbito dalla pelle con l’effetto di portare l’ossigeno incorporato negli strati più profondi in cui può svolgere il lavoro supplementare di energizzazione cellulare.
L’ipotesi che l’applicazione cutanea di ozonuri possa incrementare la soglia di resistenza allo sforzo fisico accelerando l’eliminazione dell’acido lattico è stata scientificamente dimostrata all’Istituto di Fisiologia e Scienze Motorie dell’Università di Palermo.
L’esperienza è stata condotta su 30 soggetti ciclisti amatoriali in doppio cieco e placebo. Il protocollo sperimentale è stato un test rettangolare su cicloergometro.
La riduzione dell’acido lattico ematico è significativamente migliore dei soggetti che hanno applicato l’olio ozonizzato, in particolare dopo 10’, probabilmente perché il prodotto aveva avuto il tempo di penetrare e agire. La frequenza cardiaca non mostrava differenze significative tra i due gruppi.
La fatica percepita e il recupero erano migliori nel gruppo che ha utilizzato l’olio ozonizzato. In conclusione lo studio dimostra che il massaggio “di per se” può ridurre il lattato nel sangue  dopo l’esercizio fisico intenso, ma anche che il massaggio con olio ozonizzato può aumentare benefici del massaggio.

 

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Bibliografia:

https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/98695/131837/lattato.pdf

 

https://www.unipa.it/persone/docenti/p/antonio.palma/?pagina=pubblicazione&idPubblicazione=61736

 


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