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Ciclismo e Mal Di Schiena


Il Mal di Schiena, o Dorsopatia, rappresenta in generale uno dei maggiori problemi sanitari del mondo industrializzato.
La sua prevalenza varia tra il 7.6% al 37% a seconda delle popolazioni considerate.
Nella popolazione adulta è la patologia reumatica con maggior incidenza (11%) prima della malattia artrosica periferica sintomatica (7.9%) e della cervicalgia (4.8%).

Tecnicamente il mal di schiena è dovuto a squilibri muscolari che affliggono lo scheletro, causa a loro volta di compressione delle vertebre e quindi d’infiammazioni dei nervi e dei cuscinetti tra le stesse.
Il mal di schiena, può verificarsi in seguito a patologie come l’osteoporosi, i traumi come gli incidenti, il sovrappeso o, al contrario, una perdita di peso troppo netta e veloce oppure facendo sport.

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???? Il Ciclismo è uno sport molto popolare, oltre ad essere un’alternativa sempre più amata e diffusa agli ingorghi del traffico urbano. Ma se praticato troppo o in modo scorretto il ciclismo può causare mal di schiena.
La causa sembrerebbe essere l’insieme delle sollecitazioni che si ripercuotono sulla colonna vertebrale e il rimanere per lunghi periodi in una posizione obbligata.
Le categorie più esposte sono naturalmente i ciclisti professionisti e quelli amatoriali, che in un anno percorrono in media 40mila e 20mila chilometri rispettivamente.

 

Ma anche chi si sottopone a lunghi percorsi (magari soltanto nel week end) senza adeguato allenamento può andare incontro a mal di schiena occasionale.

 

Le Cause del Mal di Schiena

 

I sintomi che si avvertono sono dolori nella regione lombare centrale, più raramente in sede paravertebrale lombare destra o sinistra, dolore che si può irradiare lungo il muscolo gluteo.
Più grave è una irradiazione del dolore lungo tutta la regione posteriore della coscia e lungo il polpaccio, questo ci indica una sofferenza di una radice nervosa, in questi casi si parla di lombosciatalgia, venendo ad essere interessato anche il nervo sciatico.

 

La maggior parte di questi dolori sono legati ad uno squilibrio o ad una insufficienza muscolare.

Distinguiamo due cause di lombalgia nel ciclista:
✔ Cause riferibili all’atleta
✔ Cause riferibili al mezzo

 

Cause Riferibili all’Atleta

 

???? Dimorfismi e paramorfismi
???? Dismetrie e pseudodismetrie degli arti inferiori
???? Scoliosi
???? Schisi vertebrali
???? Vizi del segmento di transizione
???? Discopatie
???? Ernie discali

 

Una causa dei dolori lombari può essere legata ad una diversa lunghezza delle gambe (dismetria): importante in questo caso rivolgersi ad uno specialista ed eventualmente sottoporsi ad accertamenti radiografici.
Alle volte anche una caduta per terra dalla bici con trauma sull’anca, può provocare una dismetria del bacino, provocando un “accorciamento” di un arto. In questi casi, manipolando la colonna ed il bacino, tecnica effettuata da uno specialista, il bacino torna a posto così come la lunghezza degli arti.

 

La dismetria anche minima dell’ordine di pochi millimetri o superiore al centimetro, provoca un bacino inclinato: questo farà sì che stando in piedi la muscolatura lavori in maniera completamente differente e anche in bici avremo scompensi muscolari.
Le dismetrie degli arti inferiori possono essere corrette posizionando uno spessore adeguato tra tacchetta e suola, e nella vita di tutti i giorni bisognerà utilizzare dei plantari che correggano questa differenza.
Nella scoliosi di una certa gravità si utilizzerà una pedivella più corta ed una tacchetta in punta dalla parte del bacino più avanzata.

 

Cause riferibili al  Mezzo

 

Tra le cause riferibili al mezzo, particolare attenzione deve essere rivolta:ozonesport ozono olio ozonizzato massaggi
????  All’altezza della sella
????  Alla sua conformazione
????  Al suo allineamento sull’asse centrale
????  All’errata posizione del piede sui pedali
????  Alla lunghezza delle pedivelle
????  Alla posizione delle tacchette
????  Alla posizione del busto troppo eretta

 

 

Da un punto di vista anatomo-funzionale, una sella troppo alta produce un basculamento del bacino ad ogni colpo di pedale con iperstiramento dei muscoli lombari e torsione del rachide lombosacrale.
Una sella troppo bassa soprattutto in salita fa arretrare il bacino con ipercifosi (accentuazione della fisiologica curva) dorsale e possibile lombalgia riflessa.
Un parametro di riferimento sull’altezza della sella è dato dall’angolo tra coscia e gamba che va mantenuto tra i 25 e 30°.
La sella deve essere parallela al terreno, una sella inclinata con la punta verso il basso può determinare un lavoro eccessivo della schiena, in quanto il corpo tende a scivolare in avanti.
Per la posizione delle tacchette va ricordato che il punto di massima spinta del piede corrisponde al centro della prima testa metatarsale:  bastano pochi millimetri per produrre dolori da sforzo dei muscoli paravertebrali per effetto dell’alterata catena cinetica articolare.

 

Contrariamente a quanto si crede, la posizione del busto troppo eretta determina un maggior carico sui dischi intervertebrali.
Il combinarsi di questi diversi fattori può agire in senso predisponente o scatenante la lombalgia.

 

Presupposti della prevenzione sono due: l’utilizzo di un mezzo adeguato e la preparazione fisica, indispensabile per rinforzare tutti i muscoli sottoposti a stress.

 

La continua ricerca di leggerezza e robustezza ha portato all’introduzione nel ciclismo di materiali derivati dal mondo dell’aeronautica e dalle competizioni motoristiche che hanno consentito di ottenere mezzi dal peso molto contenuto ed estremamente efficienti nel trasmettere la potenza muscolare alla ruota.
Il risultato si è tradotto in un netto miglioramento del rendimento, ma anche in una maggiore suscettibilità ai traumatismi a carico delle strutture articolari e muscolo-tendinee, che può e deve essere prevenuta mediante un’opportuna “personalizzazione” del telaio e dell’assetto della bicicletta, resa possibile da particolari strumentazioni di analisi cinematica e di simulazione.
L’altra strategia di prevenzione consiste in un corretto programma di allenamento: il ciclista, soprattutto con l’avanzare degli anni, dovrebbe dedicare da un quarto d’ora a mezz’ora quasi tutti i giorni all’esecuzione di specifici esercizi di mobilizzazione e rafforzamento muscolare.

 

Cosa possiamo fare?

 

La maggior parte degli attacchi di lombalgia acuta guarisce nell’arco di qualche giorno o una settimana, anche se sono frequenti le recidive come pure l’evoluzione in cronicità dei sintomi, specie in persone predisposte o sottoposte ad attività eccessive per le proprie capacità fisiche o psicologiche.

 

Nella lombalgia acuta è bene cercare di alleviare lo spasmo muscolare con riposo a letto in una posizione confortevole (con anche e ginocchia flesse) per 1 o 2 giorni.

 

Le trazioni non sono generalmente necessarie. Le manipolazioni possono alleviare il dolore causato dal solo spasmo muscolare, ma possono peggiorarlo in un’articolazione affetta da artrite o da una lesione discale e dovrebbero pertanto essere utilizzate con cautela.

 

Il trattamento diatermico, o del calore profondo, può aiutare a ridurre lo spasmo muscolare e il dolore dopo la fase acuta. Lo scopo è quello di rilassare e disintossicare i muscoli per eliminare, contratture, crampi ed affaticamento eccessivo.
Un’applicazione innovativa della terapia del calore profondo ci viene dall’OzonoTerapia.

Noi ti proponiamo OzoneSport, http://www.ozoneforce.com/lineaozono/ozonesport/ una miscela benefica di Olio ozonizzato e fitoderivati ad altissima concentrazione, nato per gli sportivi ed efficace per tutti i casi in cui sia necessario riportare all’equilibrio e al benessere il nostro corpo.
Utili nel lungo periodo sono anche gli esercizi di potenziamento dei muscoli addominali e di flessione lombosacrale, manovre che riducono la lordosi lombare e incrementano la pressione intra-addominale, accanto a esercizi posturali; queste metodiche sono indicate, ove la sintomatologia lo consenta, per rafforzare le strutture di supporto del rachide e diminuiscono la probabilità di recidive o la cronicizzazione.

 

Per ridurre la sintomatologia dolorosa, possono essere utili  analgesici orali come ad esempio aspirina o altri FANS. I miorilassanti somministrati oralmente per 48-72 h possono essere utili in pazienti selezionati, durante gli spasmi acuti.

 

Questi farmaci devono generalmente essere evitati negli anziani e comunque usati con circospezione in quanto non privi di effetti collaterali anche di notevole entità.

 

E se il Dolore è Cronico?

 

Se si soffre di dolore alla schiena cronico, non causato da un ernia del disco o da una frattura, esistono alcuni rimedi a cui fare ricorso per ridurre l’occorrenza dei sintomi.

 

1. Rafforzare i muscoli pelvici inferiori

 

I muscoli pelvici e addominali hanno una funzione di sospensione e supporto che aiuta ad ammortizzare il carico sulla parte inferiore della schiena. Senza tale supporto, il peso del tronco è trasferito ai dischi vertebrali. Più si va in basso lungo la spina dorsale, maggiore è la pressione. Per questo motivo il dolore lombare è così prevalente.

 

2. Effettuare torsioni della schiena e del corpo

 

Il dolore cronico lungo la parte bassa della schiena può essere dovuto a una debolezza dei muscoli addominali e pelvici. I muscoli deboli provocano addirittura crampi quando non possono più funzionare normalmente. Lo scopo del crampo è di immobilizzare l’area e proteggerla da ulteriori lesioni.

 

Uno dei modi migliori di ridurre gli effetti di un crampo nella bassa schiena è di stendersi su un foam roller (un rullo schiuma acquistabile ovunque) e lavorare su lombi e addome. Il rilassamento del muscolo ridurrà, o anche eliminerà completamente, i sintomi.

 

3. Riscaldare

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Courtesy Free Digital Photo

 

Quando la bassa schiena ha un crampo e non si scioglie, una delle cose migliori da fare e riscaldarlo. Il che si può fare con un bagno caldo, un impacco o una fasciatura.

 

Il calore farà accorrere flussi sanguigni maggiori all’area, permettendo ai muscoli di rilassarsi.

 

Una volta che si riscalda l’area del crampo per circa venti minuti, si sentiranno i benefici del rilassamento dei muscoli.

 

Se si soffre di dolori cronici, può essere una buona idea utilizzare  un impacco caldo a livello lombare per mantenere la circolazione del sangue alta in quella zona e per tenere i muscoli rilassati, anche quando non si percepisce alcun tipo di dolore.

 

Anche in questo caso ti consigliamo di utilizzare per il massaggio riscaldante OzoneSport, http://www.ozoneforce.com/lineaozono/ozonesport/ una miscela benefica di Olio ozonizzato e fitoderivati ad altissima concentrazione che unisce le proprietà analgesiche e vasoattivanti dell’Ozono con le proprietà riscaldanti  delle componenti fitoterapiche ben note come la capsaicina.

Il trattamento della lombalgia cronica (p. es., riduzione del peso corporeo, miglioramento del tono e della forza muscolare, miglioramento della postura) è diretto all’eliminazione delle cause predisponenti. Gli esercizi di stiramento lombo-sacrale possono anche migliorare i sintomi da ispessimento muscolare e prevenire le recidive.

 

Gli analgesici e gli antiinfiammatori possono risolvere il dolore, sebbene l’uso cronico di narcotici dovrebbe essere evitato. Occasionalmente, allo scopo di ridurre la sensibilità dei punti dolorosi nella lombalgia cronica causata da sindrome miofasciale o fibromialgica, viene anche effettuata l’infiltrazione dei tessuti molli con desametasone acetato, metilprednisolone acetato, idrocortisone acetato o triamcinolone acetonide associati ad anestetici locali.

 

L’OzonoTerapia è adatta per la Lombalgia?

 

L’OzonoTerapia è una pratica ben conosciuta da oltre 150 anni, naturale e priva di effetti collaterali – l’ozono non è altro che O3, l’Ossigeno O2 con una marcia in più.

 

La tecnica infiltrativa di somministrazione dell’Ozono rappresenta la modalità più utilizzata per il trattamento di patologie del disco intervertebrale, di patologie degenerative artrosiche sia vertebrali che articolari, di patologie degenerative tendinee come tendiniti e tendinosi  e per il trattamento, a fini estetici, della cellulite.

 

L’OzonoTerapia è indicata nella fibromialgia, nelle talloniti e borsiti, nel recupero  di traumi sportivi e in generale in tutte quelle patologie da elevato utilizzo della muscolatura.

 

Un modo semplice, pratico e non invasivo per godere dei numerosi benefici dell’ozonoterapia come antidolorifico e anche molto di più, è quella di utilizzare degli oli nei quali l’ozono, gas instabile, può rimanere incapsulato.

 

Creme ed oli sono sottoposti a procedura di ozonizzazione, cioè esposti all’azione dell’ozono che ne modifica la struttura, caricandosi sul substrato oleoso.

 

Tale substrato rilascia nel tempo l’ozono contribuendo a ossigenare la cute o la mucosa su cui viene spalmato ed agendo a livello tissutale profondo.
Proprio dall’esperienza maturata in decenni di pratica come ozonoterapeuta, il Dr.Ballardini per Tempest srl ha messo a punto OZONESPORT, un olio da massaggi attivante, tonificante, rilassante e profondamente riscaldante per lo sportivo ma adatto anche a tutti coloro che necessitano di un prodotto naturale, innovativo e dalle elevate proprietà lenitive.

COME AGISCE L’OZONO?

 

???? Coadiuvante il trattamento di tutti gli stati infiammatori articolari
???? Riduce i tempi di metabolizzazione dell’acido lattico
???? Riduce l’affaticamento muscolare
???? Stimola la circolazione sanguigna con il rilascio graduale nei tessuti di ozono e lipidi
???? Incentiva il metabolismo delle masse adipose
???? Migliora il microcircolo fornendo nuova energia alle cellule
???? Favorisce il recupero funzionale, migliorando il livello di O2 nei globuli rossi

 

La formula di OZONESPORT è a base di olio ozonizzato di girasole purissimo, olio di mallo di noce, olio essenziale di cannella, menta e lavanda, olio di carota e metil nicotinato.

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