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Artrosi del Ginocchio: Che Fare?


L’artrosi del ginocchio o Gonartrosi è la malattia degenerativa da usura del ginocchio più diffusa, tipica della terza e quarta età. In questo articolo cerchiamo di approfondirne le cause e vediamo quali sono i rimedi più adatti per chi ne soffre.

 

Nell’articolazione del ginocchio sono coinvolte tre ossa, l’osso della coscia ossia il femore, la tibia in basso e la rotula che collega entrambe.

 

Quando si piega o si raddrizza la gamba, il femore muove  la tibia, mentre la rotula corre lungo la fine del femore.
La superficie della rotula, del femore e della tibia, dove le ossa entrano in contatto, è rivestita da un tessuto liscio chiamato cartilagine articolare. La cartilagine, insieme ad una sostanza chiamata liquido sinoviale, previene il danneggiamento delle ossa  a seguito dello “sfregamento” articolare.

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Ginocchio normale vs. Ginocchio artrosico

In caso di gonartrosi, la cartilagine si deteriora e lo sfregamento delle ossa  avviene direttamente senza alcuna protezione.

 

Il risultato è un dolore articolare, che peggiora di giorno in giorno e limita il movimento articolare.

 

l liquido reattivo che si accumula all’interno del ginocchio artrosico tende a trovare sfogo posteriormente, dove le pareti della capsula articolare sono più deboli. Si produce quindi una raccolta fluida palpabile nell’incavo del ginocchio (poplite), la cosiddetta “cisti poplitea di Baker”.

L’aumento dell’attrito ad ogni movimento causa dolore e una reazione dell’osso che reagisce producendo escrescenze periferiche appuntite, gli osteofiti, e modificando la forma originale della superficie articolare.

 

Cause primitive della Gonartrosi

 

Nella maggior parte dei casi la gonartrosi si manifesta in modo primitivo, cioè non in rapporto con alcuna condizione patologica locale, ed è espressione di un processo di invecchiamento e di usura delle cartilagini articolari.
È più frequente nelle donne, tra i 40 e i 60 anni, particolarmente in soggetti obesi con disturbi circolatori agli arti inferiori;  ne sono frequentemente colpiti anche gli sportivi in genere, probabilmente in rapporto a un’azione predisponente dei microtraumi che continuamente interessano tali articolazioni nell’attività sportiva.

 

Cause secondarie della Gonartrosi

 

La gonartrosi può inoltre essere causata da:

 

✔deviazioni dell’asse (ginocchio varo o valgo)

✔esiti di fratture

✔osteonecrosi

✔lesioni inveterate del legamento crociato anteriore,

✔esiti di meniscectomia (eseguita con chirurgia aperta come avveniva fino agli anni ‘80)

✔pregresse infezioni articolari

✔altre patologie come infezioni micotiche e batteriche.

 

L’artrosi del ginocchio può essere diffusa a tutta l’articolazione oppure può interessare solo il compartimento femoro-tibiale mediale o laterale (artrosi monocompartimentale) o colpire esclusivamente l’articolazione femoro-rotulea (artrosi femoro-rotulea)

 

 

Come si manifesta la gonartrosi?

 

Il ginocchio artrosico è innanzitutto dolente (gonalgia). Il dolore, che è esacerbato dalla flessione massima, è in genere ben localizzato. Non di rado una coesistente cisti di Baker provoca una fastidiosa sensazione di tensione o pressione nell’incavo del ginocchio.

 

Il dolore in principio è occasionale, conseguente in genere a sforzo (es. una lunga camminata, alcune rampe di scale…), e viene prontamente alleviato dal riposo. Con il tempo però può divenire permanente, fino a disturbare il sonno.

 

Il dolore indotto dal carico determina una claudicazione di fuga: in altre parole, chi ne soffre tende a caricare poco sull’arto dolente, accorciando la fase di appoggio sul piede corrispondente. La zoppia, oltre che da questo meccanismo protettivo, deriva anche dalla progressiva flessione del ginocchio, che, non potendosi più estendere completamente, rende difficoltosa la deambulazione.tendinite ozonesport olio massaggi

 

Quali esami diagnostici sono necessari?

 

La radiografia standard, in proiezione antero-posteriore e laterale del ginocchio sintomatico è sufficiente a diagnosticare la gonartrosi.

I segni radiografici tipici dell’artrosi del ginocchio comprendono:

 

✔la diminuzione della rima articolare (causata dal consumo della cartilagine che alla radiografia è radiotrasparente, cioè risulta come uno spazio vuoto all’interno dell’articolazione)
✔la presenza di osteofiti (piccole crescite d’osso vicino all’articolazione)
✔la presenza di geodi (aree di lacuna ossea)
✔la presenza di sclerosi ossea (aree di addensamento osseo al di sotto della cartilagine consumata o sofferente)

 

 

TERAPIA

 

La terapia infiltrativa migliora la sintomatologia e rallenta la progressione della malattia. Esistono due categorie di farmaci utilizzati per la terapia infiltrativa: i cortisonici e l’acido ialuronico.

 

Le  forme iniziali possono trovare un temporaneo (ma a volte abbastanza duraturo) giovamento nella viscosupplementazione locale. Questa terapia, di competenza prettamente specialistica, viene eseguita mediante una serie di 2-4 infiltrazioni endoarticolari di preparati a base di acido jaluronico. Il numero e la frequenza delle somministrazioni dipendono dalle caratteristiche del preparato utilizzato. La finalità della viscosupplementazione è il miglioramento della lubrificazione del ginocchio e del trofismo delle cartilagini.
L’infiltrazione cortisonica, da non confondere con la viscosupplementazione (solo la via di somministrazione accomuna questi due presidi), è uno strumento potente, capace di risolvere rapidamente un quadro infiammatorio locale che a volte si sovrappone alla gonartrosi.

Poichè i cortisonici possono deteriorare le strutture nobili intra-articolari (cartilagini, menischi e legamenti), andrebbero somministrati con cautela in pazienti che siano candidati a procedure conservative (come le osteotomie o le protesi monocompartimentali).
Le infiltrazioni con cortisone sono indicate in caso di notevole sintomatologia dolorosa.

 

La terapia farmacologica è essenzialmente palliativa e dovrebbe essere impiegata, in modo possibilmente ciclico e non continuativo, per alleviare i disturbi nel paziente non candidato alla protesizzazione (perché ancora poco sintomatico o inoperabile).

I farmaci danno un sollievo limitato nel tempo e causano grossi problemi allo stomaco, quali ulcere e gastriti.
In genere si impiegano, per via orale il paracetamolo, da solo o associato a codeina oppure ibuprofene, naproxene, nimesulide e altri. Meno utilizzati i Coxib, specie nei cardiopatici. Per via parenterale si impiegano anche i cortisonici o si fanno infiltrazioni di cortisone e di acido ialuronico ma non tutti gli specialisti di ortopedia sono d’accordo su quest’ultimo trattamento. Alcuni medici prescrivono con dubbio risultato integratori con glucosamina o condroitin solfato, da soli o in associazione.

 

Le terapie fisiche come TENS, laserterapia, ultrasuonoterapia raramente risultano efficaci

 

Accanto a queste terapie farmacologiche collaudate si possono associare cure naturali come trattamenti in acque e fanghi termali, massaggi chiropratici o osteopatici, fisioterapia (anche in acqua).
La termoterapia, la terapia con il calore, è molto indicata nelle condizioni traumatiche e infiammatorie acute e soprattutto croniche.

Ai benefici del calore si possono unire i benefici del massaggio che “può alleviare dolore, ridurre l’edema e l’indurimento associati al trauma e mobilizzare i tessuti contratti” come si legge nel Manuale Merck sul trattamento del dolore.

Solo nei casi più seri di gonartrosi è necessario il ricorso ad una protesi chirurgica.

 

Una buona attività preventiva alla gonartrosi può comprendere:

– perdere peso se siamo obesi, perché scaricare un ginocchio alterato è importante;
– praticare una moderata attività fisica, quale passeggiate in piano di buon passo (è sufficiente una 40 di minuti al giorno, cosa assai utile anche per il diabete, se possibile il nuoto che consente al ginocchio di lavorare in scarico e la bicicletta, per quelli che non hanno già in atto la gonartrosi.

In tutti i casi vanno evitati sport come il calcio ed il salto, perché questi sovraccaricano l’articolazione del ginocchio o, peggio, lo stepper e lo sci.

 

Sia come prevenzione che come intervento di pronto soccorso in caso di gonalgia, ottimo e naturale è il massaggio con OzoneSport, una ricca miscela di fitoderivati su una base di olio di semi di girasole ozonizzato. L’olio ozonizzato utilizzato in OzoneSport è purissimo, ottenuto a partire da ossigeno puro e non aria ed elaborato ad altissima densità di ozonuri.

Gli Ozonuri o “messaggeri dell’Ozono”, sono i vettori che trasmettono a tutte le cellule dell’organismo raggiunte le caratteristiche dell’ozono.

In questo modo, ed anche grazie all’aiuto dei fitoterapici vasodilatatori, l’olio ozonizzato agisce in profondità, dall’epidermide ai tessuti muscolari, ai vasi linfatici, alle cellule estendendo capillarmente e molto a lungo il beneficio del massaggio e del calore, con in più i vantaggi di una ossigenazione rigeneratrice prolungata e profonda.

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