redox ozonoterapia bocci

La pratica dell’ozonoterapia


redox ozonoterapia bocciQuali sono i meccanismi di azione dell’ozono?

Quali effetti biologici producono i suoi messaggeri?
Come si configura la pratica dell’ozonoterapia?

In questo articolo, di cui riportiamo testualmente alcuni stralci, il prof.Velio Bocci, tra i fondatori dell’Ozonoterapia in Italia e uno dei più stimati studiosi in materia a livello mondiale affronta alcuni argomenti oggetto di dibattito tra gli studiosi.

 

“L’indubbia tossicità dell’ozono, ben verificata per le indifese vie respiratorie, NON può essere estrapolata al sangue, ove l’elevata capacità antiossidante è in grado di controllare l’azione ossidante delle normali dosi di ozono.

Sono due gli argomenti che molti scienziati americani non vogliono comprendere: il primo riguarda l’inevitabile tossicità dell’ozono in vitro su colture cellulari minimamente protette ed esposte per ore all’ozono del quale si dovrebbe misurare la dose cumulativa e non la concentrazione.

Il secondo problema concerne la sostanziale differenza tra lo stress ossidativo acuto, indotto (vale a dire esogeno) da una brevissima (minuti) esposizione all’ozono, rispetto al continuo (anni) stress ossidativo cronico causato dall’eccessiva produzione intracellulare (endogena) degli ossidanti.

Pertanto l’enfasi sulla tossicità dell’ozono è basata su dati erronei, e comunque la medicina ortodossa distingue sempre la dose efficace da quella tossica anche se, per i chemioterapici, le due dosi sono pressoché sovrapposte.

Una riflessione elementare molto convincente è quella sulle concentrazioni del glucosio: tra 0.6 ed 1.0 mg/ml il glucosio è un nutriente essenziale per l’organismo ma, allorché diventa inferiore a 0.4 mg/ml, può indurre un coma ipoglicemico mortale mentre, se supera continuamente 1.3 mg/ml, l’iperglicemia induce la tossicità da glucosio e quindi un dismetabolismo cronico quale quello esemplificato dalla corrente epidemia diabetica.risultati olio ozonizzato

È quindi sufficiente il buon senso per comprendere la futilità del dogma della tossicità dell’ozono e la realtà che ogni farmaco può, in rapporto alla dose, comportarsi come un agente terapeutico o uno tossico. Infine, la più convincente dimostrazione è l’assenza degli effetti avversi acuti e cronici e il senso di benessere riferito dai pazienti durante ozonoterapia.

Altre non trascurabili difficoltà sono da prendere in considerazione: la prima è dovuta alla mancanza di un supporto finanziario per condurre le ricerche di base e soprattutto gli studi clinici, tanto onerosi quanto necessari per eliminare il diffuso scetticismo.

Come può l’ozonoterapeuta competere con i colossi farmaceutici capaci di investire miliardi per farmaci che, non insolitamente, si rivelano tossici?

La seconda è il totale disinteresse delle Autorità sanitarie mondiali verso l’ozonoterapia: non si vogliono esaminare gli attuali risultati clinici, ne si tiene conto del rapporto costo/efficacia, che è ben inferiore al minimo di 7.000 Euro per ogni anno di vita guadagnato rispetto ad equiparabili terapie convenzionali.

In considerazione dei crescenti costi sanitari, questo atteggiamento è incomprensibile e viene da pensare che interessi commerciali, ottusità mentale e motivazioni politiche siano alla base di questo ostruzionismo ancor più deleterio nei Paesi poveri ove, anche un minimo investimento, potrebbe aiutare molti pazienti.

L’ultimo problema è legato alle intrinseche difficoltà delle metodologie necessario per somministrare l’ozono.

Purtroppo questo gas non è conservabile ne in fiale, ne in compresse e certamente non interessa le ditte farmaceutiche, ne è remunerativo.

La terapia deve essere eseguita in ospedale o nell’ambulatorio medico, anche se da infermieri diplomati sempre con il controllo del medico.

Le metodiche che richiedono la venopuntura hanno bisogno di un minimo di perizia ed esperienza.

Per tali ragioni, quando possibile, cerchiamo di adottare metodiche non invasive e ben presto dovremmo disporre di generatori semplificati per l’uso domicilia-re della insufflazione rettale utile nei pazienti con patologie croniche.

Del resto questi problemi non scoraggiano i pazienti allorché si rendono conto dei vantaggi.

effetti ozono globuli rossiDi contro l’olio ozonizzato, tanto utile per le applicazioni topiche nelle ulcere infette e decubiti, può conservarsi a lungo in frigorifero.

Vorrei terminare affermando che l’ozonoterapia NON è una panacea e, mentre dovrebbe essere applicata in alcune patologie come terapia primaria, potrebbe essere molto utile in altre malattie in combinazione alla terapia convenzionale.

Non si dovrebbero avere pregiudizi infondati verso l’ozonoterapia perché vi è solo una medicina ed è quella che restituisce la salute al malato.

Nell’ozono, un gas come NO e CO, prodotti dalle nostre cellule come fondamentali messaggeri fisiologici, abbiamo un vero farmaco che, se usato con oculatezza, promuoverà rapidamente la guarigione delle infezioni cutanee croniche, che tanto tormentano milioni di pazienti anziani, angosciati e delusi dall’inutilità delle pomate farmaceutiche.

Nel 1996 un autorevole clinico americano, dopo aver letto una i mia monografia che desideravo pubblicare su Pharmacology and Thempeutics in primo luogo definì l’ozonoterapia come una «pratica arcaica e barbarica, peggiore del salasso praticato nel XVIII secolo» e considerò i LOPs come «un’accozzaglia di composti tossici da proscrivere in modo assoluto nel trattamento di qualsiasi malattia».

Questi commenti critici, seppure caustici, mi aiutarono a riflettere sulle difficoltà a vincere lo scetticismo, il pregiudizio e la repulsione a discutere qualsiasi approccio diverso dalla medicina convenzionale.

La ben nota monoterapia farmaco-bersaglio non è certamente erronea, ma il concetto è riduttivo e spesso insufficiente a risolvere patologie complesse come una vasculopatia o la sindrome metabolica.

Al contrario, l’aspetto più interessante dell’ozonoterapia emerge dalla eterogeneità dei LOPs, che, dopo diluizione, catabolismo ed escrezione, agiscono in concentrazioni submicromolari atossiche su bersagli diversi orchestrando i seguenti effetti biologici: attivazione metabolica con successivo adattamento allo stress ossidativo, induzione delle proteine da stress, probabile rilascio e attivazione di cellule staminali, immunomodulazione e verosimile stimolazione del sistema neuro-endocrino, idonei a modificare una patologia multifattoriale (Figura 2).ozono ozonoterapia ozone

Senza timore di cadere nella banalità, ovviamente se la patologia non ha raggiunto la fase terminale, sono convinto che la cascata di composti chimici generati dall’ozono possa riuscire a stimolare le numerose capacità reattive insite in qualsiasi organismo,

interpretando il preciso e calcolato stress ossidativo dovuto all’ozono come un vero e proprio “shock terapeutico” capace di risvegliare la dimenticata “vis medicatrix naturae”.

Sono giunto a questa conclusione dopo aver direttamente osservato alcuni incredibili risultati terapeutici, laddove le migliori terapie ortodosse erano fallite.

Ciò incoraggia a pensare che l’ozonoterapia non sia un approccio, com’è stato detto, arcaico e superato anche perché, dopo tanto clamore suscitato dalle terapie molecolare e genica, queste, se teoricamente interessanti, rimangono in pratica futuribili e non prive di spiacevoli sorprese.

I miglioramenti clinici e l’eccellente compliance dei pazienti sono la migliore evidenza della validità della ozonoterapia.”

 

Tratto da:

La pratica dell’ozonoterapia

Dai meccanismi di azione dell’ozono
agli effetti biologici indotti dai suoi messaggeri (ROS e LOPs),
alla valutazione pratica dell’ozonoterapia

di Velio Bocci, MD, Università di Siena

 


Rispondi

3 commenti su “La pratica dell’ozonoterapia

  • Antonio

    Dopo tante cure farmacologiche e fisioterapiche per curarmi i dolori di potrusione discale mi sono rivolto ad un ortopedico che pratica infiltrazioni di ozono e dopo alcune applicazioni circa 6 – 7 ho cominciato ad avere degli ottimi risultati e comunque continuo tuttora a fare dei cicli di richiamo. Sto bene e noto un risparmio notevole di denaro e di tempo in confronto a medicinali vari dannosi alla salute, e varie fisioterapie assai dispendiose. Posso confermare che l’ozono terapia è un ottimo rimedio. Saluti Antonio

  • Stelio Caruso

    Sono uno specialista nel trattamento delle acque primarie. Mi sono occupato costruzione di impianti ad osmosi inversa dove l’abbattimento dei sali minerali può essere anche totale. Mi chiedo se tale tipo di acqua può essere addizionata con ozono e quali potrebbero essere i benefici teraupetici per il suo uso topico. Mi chiedo anche quali potrebbero essere i risultati ottenibili utilizzando acqua oligo minerale addizionata con ozono per usi alimentari

    • Ozone

      Purtroppo l’acqua ozonizzata per la sua scarsa e rapida affinità con l’ozono può avere un senso se utilizzata entro venti trenta minuti dalla sua produzione. L’olio ozonizzato ha un legame più forte con l’ozono e la sua durata di un anno e mezzo- due circa permette un utilizzo più pratico.