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Stretching: Fa Veramente Sempre Bene?


Estremamente diffuso soprattutto nella varietà “Fai-da-Te”, lo Stretching è un tipo di allenamento tra i più apprezzati e consigliati per ogni età, sesso e sport, praticabile ovunque e dai riconosciuti benefici ad ampio spettro.

 

Ma è veramente sempre così?
A sfatare un mito ampiamente diffuso, o quanto meno a ridimensionarne la portata, è stato uno Studio pubblicato di recente da un gruppo di ricercatori dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, circa le metodiche per prevenire le infiammazioni ai tendini.
Vediamo intanto di capirne di più sullo Stretching.stretching olio ozonizzato ozonesport ozone ozono sport

 

Lo stretching è una metodica di allenamento che consiste nell’allungare la muscolatura allo scopo di raggiungere una buona mobilità articolare, aumentare la flessibilità e l’elasticità dei muscoli e dei tendini, migliorando a livello globale la capacità di movimento dell’atleta o del paziente.

 

  1. Le prime forme di Stretching, diffuse negli anni ’70, si sono rivelate ben presto obsolete. Si trattava del cosiddetto Stretching balistico, praticato facendo oscillare ripetutamente e in maniera incontrollata gli arti o il busto nel tentativo di forzare l’allungamento muscolare oltre il suo normale raggio di movimento. Questo movimento oscillatorio si è rivelato del tutto controproducente in quanto attiva in maniera molto forte il riflesso miotatico, che nei casi più accentuati può portare a strappi e stiramenti. In pratica, di fronte ad uno stimolo, rappresentato dal rapido allungamento del muscolo, la risposta si manifesta con una contrazione involontaria del muscolo stesso, che è evidentemente il contrario di ciò che si desidera ottenere.
  2. Anche lo Stretching dinamico si pratica facendo oscillare gli arti o il busto, ma qui il movimento è lento e controllato, senza slanci e scatti. In questo modo si arriva a sfruttare gradualmente tutta l’ampiezza dell’articolazione, evitando l’effetto rimbalzo o il molleggio che causano l’attivazione del riflesso miotatico, che, come già detto, porta il muscolo a reagire contraendosi anziché distendersi.
  3. Una terza forma è lo Stretching statico passivo. Consiste nell’assumere una posizione ben precisa e mantenerla, rilassando il muscolo interessato per un certo tempo, in genere dai 20 ai 30 secondi, mediante il supporto di un partner, senza quindi la contrazione dei muscoli agonisti (complementari a quelli che si distendono). Questo tipo di tecnica è normalmente utilizzata in ambito riabilitativo, soprattutto nel caso in cui l’estensibilità del muscolo sottoposto ad allungamento sia limitata dall’azione degli antagonisti e dal tessuto connettivo. Si dimostra particolarmente efficace, quando altri tentativi, effettuati con differenti tecniche d’allungamento, hanno fallito, permette un allungamento molto ampio, ma presenta un certo rischio di lesione e deve essere coadiuvato ed integrato da un programma parallelo di lavoro attivo.

 

  1. Lo Stretching statico attivo consiste nell’assumere e mantenere una posizione rilassando il muscolo interessato per un tempo di 20-30 secondi senza l’aiuto di un partner.

 

Questo tipo di allungamento prevede due fasi:

 

  • fase di pre-allungamento – si assume la postura lentamente, inspirando prima del movimento ed espirando durante il movimento per assumere la postura voluta. Raggiunta la posizione, si mantiene per una durata massima di 10 secondi senza raggiungere l’allungamento massimo del muscolo interessato
  • fase di sviluppo – si porta il muscolo interessato al massimo allungamento, senza oltrepassare la soglia del dolore, inspirando prima del movimento ed espirando durante il movimento. Assunta la posizione di massima estensione si mantiene per un massimo di 20 secondi

5. Una quinta tipologia di Stretching è lo Stretching isometrico chiamato anche PNF – Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation ovvero “facilitazione propriocettiva neuromuscolare” ed è un sistema composto da quattro fasi:

  • Massimo allungamento graduale e lento del muscolo
  • Contrazione isometrica per circa 15 – 20 secondi (in posizione di allungamento)
  • Rilassamento di circa 5 secondi
  • Ulteriore allungamento del muscolo contratto precedentemente per almeno 30 secondi

Lo stretching isometrico è considerato come una delle migliori ed efficaci tecniche rivolte allo sviluppo della flessibilità statico-passiva e si dimostra normalmente maggiormente efficace dello stretching attivo o passivo utilizzati singolarmente. Inoltre questo tipo di tecnica contribuirebbe notevolmente alla diminuzione della sensazione dolorosa associata all’allungamento.

Tuttavia, dato che il forte allungamento muscolo-tendineo che la contrazione isometrica produce, può costituire un fattore di rischio per l’integrità tendinea e connettivale, un utilizzo generalizzato e non controllato è fortemente sconsigliato.

 

Non è adatto, ad esempio, a bambini ed adolescenti e ben lungi dall’essere uno strumento di prevenzione di tendiniti e stiramenti, secondo lo studio condotto dai ricercatori olandesi, il metodo isometrico può essere facilmente applicato in modo inappropriato ed aumentare il rischio di danneggiamenti più o meno gravi.

 

Purtroppo quello che succede, soprattutto ad atleti della domenica, è che di fronte all’inefficacia dello stretching e al persistere della contrattura, si reagisca aumentando la dose.

Il risultato è quello di insistere con applicazioni inadeguate, ritenute erroneamente quanto meno innocue, e di arrivare a rivolgersi agli specialisti quando l’infiammazione è in corso da mesi e recuperare è molto più difficile.
Anche il prof. Attilio Parisi, docente di medicina sportiva all’Università degli Studi Foro Italico in Roma, conferma la necessità di utilizzare con cautela e discernimento lo strumento stretching: “Nonostante lo studio, i veri benefici dello stretching sono tutt’oggi molto dibattuti. Bisogna infatti eseguire bene gli esercizi di allungamento, seguendo un processo ben preciso. Inoltre è dannoso “stretcharsi” prima dell’allenamento, a freddo: può essere utile se effettuato dopo qualche minuto di riscaldamento. Bisogna poi essere costanti ed eseguirlo sempre prima e dopo l’allenamento, altrimenti può veramente diventare un pericolo.”

E sarebbe un vero peccato, perché i benefici che da anni si riconoscono allo Stretching sono veramente molti.stretching olio ozonizzato ozone sport ozono

Benefici sul sistema muscolare e tendineo
– Aumenta la flessibilità e l’elasticità dei muscoli e dei tendini.
– Migliora la capacità di movimento.
– È un’ottima forma di preparazione alla contrazione muscolare.
– In alcuni casi diminuisce la sensazione di fatica.
Benefici sulle articolazioni
– Attenua gli effetti delle malattie degenerative.
– Stimola la “lubrificazione” articolare.
– Mantiene “giovani” le articolazioni, rallentando la calcificazione del tessuto
connettivo.
Benefici sul sistema cardiocircolatorio e respiratorio
– Diminuisce la pressione arteriosa.
– Favorisce la circolazione.
– Migliora la respirazione.
– Aumenta la capacità polmonare.
Benefici sul sistema nervoso
– Sviluppa la consapevolezza di sé.
– Riduce lo stress fisico.
– Favorisce la coordinazione dei movimenti.
– È rilassante e calmante.

 

➡ Che fare allora? Stretching sì o Stretching no?

 

Senza passare da un estremo all’altro, il nostro consiglio è quello di conservare quello che di buono c’è dalle indicazioni di questi studi, ovvero:

 

  • Nessuna attività fisica, nemmeno lo Stretching, va praticata senza consapevolezza delle conseguenze che produce sul nostro organismo
  • Lo Stretching è uno strumento comodo e versatile, ma va praticato con cognizione di causa, meglio se sotto la supervisione di un esperto, soprattutto quando sussistano problemi di salute di una certa gravità
  • Evitiamo comportamenti da atleti della domenica: non strafare e non insistere se l’allungamento causa dolore
  • Procedere con gradualità e far precedere anche la fase di stretching da adeguato riscaldamento.

 

E se chiedi a noi quale metodo di riscaldamento privilegiare, la risposta è: aggiungi un pizzico di ozono al tuo olio da massaggi per un riscaldamento completo e profondo!

 

Proprio dall’esperienza maturata in decenni di pratica come ozonoterapeuta, il Dr.Ballardini ha messo a punto OZONESPORT un olio da massaggi attivante e stimolante per la preparazione sportiva.

La formula è con olio ozonizzato di girasole puro al 100%, olio di mallo di noce, olio essenziale di cannella lavanda e menta, olio di carota e metil nicotinato.

OZONESPORT è ideale per preparare al meglio i muscoli prima dello sforzo minimizzando i tempi di riscaldamento e risulta indicato come tonificante anche dopo intenso sforzo riducendo i tempi di recupero.

COME AGISCE OZONESPORT?

  • Coadiuvante il trattamento di tutti gli stati infiammatori articolari
  • Riduce i tempi di metabolizzazione dell’acido lattico
  • Riduce l’affaticamento muscolare
  • Stimola la circolazione sanguigna con il rilascio graduale nei tessuti di ozono e lipidi
  • Incentiva il metabolismo delle masse adipose
  • Migliora il microcircolo fornendo nuova energia alle cellule
  • Favorisce il recupero funzionale dell’atleta, migliorando il livello di O2 nei globuli rossi

 

Per saperne di più

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